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09/27/2018

Oggi l'estate è definitamente finita, con l'equinozio si inaugura la nuova stagione. Ecco 10 curiosità su questa ricorrenza astronomica.

ALL'ORIGINE DELLE STAGIONI: EQUINOZI E SOLSTIZI. Le stagioni sono la diretta conseguenza dell'inclinazione dell'asse terrestre: le differenze tra estate e inverno, con tutte le gradazioni intermedie di temperatura (più o meno marcate a seconda delle latitudini), derivano infatti dall'angolo con cui i raggi solari colpiscono il nostro pianeta. Il freddo non è dovuto alla distanza dal Sole del nostro pianeta: nel momento in cui nel nostro emisfero è inverno, la Terra si trova infatti alla minima distanza (perielio) dal Sole. Le basse temperature sono invece dovute alla maggiore inclinazione dei raggi solari: uno stesso fascio di raggi si trova perciò a "scaldare" una maggiore superficie di suolo rispetto a quanto avviene in altre stagioni.

STAGIONI INVERSE. Nell'emisfero boreale (il nostro) e in quello australe le stagioni sono invertite: quando nell'emisfero boreale l'angolo della luce solare è al minimo (ossia si avvicina alla perpendicolare), nell'emisfero australe accade l'opposto e sarà inverno. L'equinozio di settembre inaugura l'autunno nell'emisfero boreale e la primavera in quello australe. In questo giorno, la lunghezza del giorno e della notte è approssimativamente la stessa.

IL MOMENTO MAGICO. L'equinozio ha un suo momento magico, che in questa occasione (2018) si verifica il 23 settembre, alle 3.54 del mattino  quando ci sarà l'allineamento geometrico tra Sole e Terra, con la nostra stella posizionata proprio sopra l'equatore, dove i raggi solari saranno perpendicolari all'asse terrestre e il terminatore (la linea immaginaria che divide la parte illuminata da quella buia) passa esattamente per il Polo Nord e il Polo Sud. Alla nostra latitudine, gli equinozi sono gli unici giorni in cui il sole sorge quasi esattamente a est e tramonta quasi esattamente a ovest.

EQUATORE ED EQUATORE CELESTE. L'equinozio d'autunno si verifica nel momento esatto in cui il Sole attraversa l'equatore celeste, una linea immaginaria nel cielo che può essere "costruita" estendendo l'equatore terrestre finché non interseca la sfera celeste. Ogni anno, questo evento astronomico si verifica il 22, 23 o 24 settembre.

GIORNO E NOTTE HANNO (QUASI) LA STESSA DURATA.L'origine latina del nome equinozio (equi che sta per uguale e nox, che significa notte) non descrive correttamente il fenomeno. Durante gli equinozi, la differenza temporale tra il giorno e la notte è meno evidente che durante i solstizi (il solstizio d'inverno è il giorno con meno ore di luce, il solstizio d'estate è quello con meno ore di buio), ma comunque c'è: quest'anno il Sole sorgerà alle 6:44 e tramonterà alle 6:52. Il giorno dura perciò otto minuti in più rispetto alla notte. A questo si aggiunge poi anche un effetto ottico: la rifrazione atmosferica dei raggi solari, grazie alla quale possiamo percepire la luce solare prima dell'alba e fino a dopo il tramonto.

NESSUNO PARLA DELL'EQUILUX. L'evento astronomico durante il quale notte e giorno hanno davvero la stessa durata si chiama invece equilux: quest'anno sarà il 26 settembre.

PER GLI APPASSIONATI DI ASTROLOGIA. L'equinozio d'autunno offre agli appassionati degli oroscopi diverse conferme astrologiche (oltre che astronomiche). In questo giorno il Sole entra nel segno della Bilancia, associato a equilibrio e razionalità. Molti appassionati vedono nell'equilibrio luce/ombra di questo evento astronomico una ricorrenza di temi analoga alle caratteristiche del segno zodiacale.

LA LUNA DEL RACCOLTO. La luna piena che precede l'equinozio di autunno è chiamata harvest moon (la luna del raccolto) per la sua luminosità, che fa da faro per i contadini che arano la notte. In alcuni Paesi è un'occasione di festa, per esempio in alcune regioni della Cina, dove si tiene un festival della Luna.

LE FESTE DEI MAYA. Tutti i popoli hanno celebrato solstizi ed equinozi, ma nessuno l'ha fatto come i Maya: la piramide di Chichen'Itza, in Messico, fu costruita in modo che la luce, in occasione dei due equinozi, proiettasse l'immagine di un serpente che striscia sui gradoni della struttura. 

UN'ESCLUSIVA TERRESTRE? Anche su altri pianeti ci sono equinozi e solstizi, qualche volta in scala più vasta. Marte, ad esempio, ha un'inclinazione simile a quella della Terra e ha quindi analoghe stagioni, con la differenza che sul Pianeta Rosso l'inverno dura 154 giorni. Il record va però a Urano, i cui inverni durano ben 42 anni. 

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